Il Pescara affossa il Livorno. Svaniti i play off

Era difficile tornare su quel campo, dopo la bruttissima tragedia capitata quel 14 aprile del 2012 con la morte che portò via dal campo dell’Adriatico Pier Mario Morosini.
Sono tanti i giocatori amaranto che erano presenti quella giornata maledetta, e che sicuramente avranno portato tutti con se il ricordo di Piermario per farlo vivere di nuovo su quel campo, senza riuscire a portare a casa un risultato per sperare ancora nella Serie A.
Per l’ultima giornata del campionato cadetto Panucci rinuncia a Bigianti (non al top) e conferma 9/11 rispetto alla gara scorsa pareggiata col Vicenza, con Appelt a sostituire proprio l’ex catanese e Cipriani (debuttante, classe ’96) tra i pali al posto dello squalificato Mazzoni (5 giornate lontano dai campi per lui). Massimo Oddo si affida a una squadra rodata, cercando però di dare la sua impronta sin da subito, fuori Zuparic e Sansovini. Attacco affidato a bomber Melchiorri con il trio Pasquato – Politano – Bjarnason.
Prima della gara proteste dal pubblico di casa nei confronti della proprietà, rea di non aver alcun progetto per il futuro. Una cosa in comune col pubblico amaranto, che ha contestato il presidente Spinelli in più di un’occasione.
Partono bene i padroni di casa con molta intensità ma senza creare pericoli dalle parti del giovane Cipriani. La prima conclusione (se così si può chiamare) è però del Livorno: al 6′ Jelenic, leggermente spostato sulla destra tenta di battere Fiorillo, il tiro però è privo di potenza e l’ex portiere amaranto para con facilità.
Cerca la profondità il Pescara, creando più di un pericolo al Livorno. Con Pasquato che per due volte fa paura alla squadra di Panucci. Prima al 14′ su punizione, con Cipriani che para con scarsa convinzione in due tempi, e al 18′ grazie a Melchiorri che lo imbecca dalla sinistra; il numero 25 si porta la palla sul sinistro e calcia da dentro l’area, il giovane portiere amaranto osserva la palla spegnersi a pochi centimetri dal palo alla sua sinistra.
Crescono gli abruzzesi e al 29′ trovano la rete del vantaggio: Appelt Pires perde un brutto pallone sulla mediana, ne approfitta Pasquato che lancia in profondità Melchiorri il quale lascia scorrere, rientrando successivamente sul destro e infilando a girare Cipriani che tocca ma non riesce ad evitare il gol dei biancoazzurri.
Meritato il vantaggio del Pescara, scarsa la reazione labronica dopo il gol subito. La squadra di Oddo appare più fresca e con più idee. Flebile la reazione amaranto con due conclusioni rispettivamente al 40′ di Emerson su punizione, con Fiorillo costretto a mettere in angolo, e al 43′ con Jelenic, ma il tiro dello Sloveno è facile preda del n°1, ex amaranto.
La ripresa parte con due cambi nelle file del Livorno, fuori Luci e Moscati dentro Bigianti e Galabinov. Ed è proprio il bulgaro a rendersi pericoloso in due occasioni nel giro di 1 minuto, in entrambi i casi dagli sviluppi da calcio d’angolo. Al 4′ calcia alto di poco dal limite dell’area su assist di Djokovic, al 5′ manca l’appuntamento col gol a pochi centimetri dalla porta.
Il Pescara però si risveglia e trafigge il Livorno in contropiede, Melchiorri parte sulla sinistra, Ceccherini non riesce ad arginarlo, la palla va in mezzo per Bjarnason che non perdona Cipriani.
Il Livorno è stordito, non reagisce e subisce il gioco abruzzese.
La reazione è timida, e sta tutta in un tiro di Vantaggiato dal limite e in due punizioni da distanza siderale. A chiudere definitivamente i conti ci pensa ancora Bjarnason, che riceve la palla in mezzo dalla corsia di destra da Sansovini; Cipriani azzarda l’uscita ma l’islandese non perdona e sigla il 3-0.
A fare la differenza la qualità del gioco offensivo del Pescara, cinico nello sfruttare le occasioni create, cosa che il Livorno non ha fatto, specie nella prima parte del secondo tempo.
Sfuma il sogno play off per gli uomini di Panucci, che erano giunti all’Adriatico con a disposizione due risultati utili su tre per continuare a sperare, e invece il 3-0 ha spento ogni tipo di speranza. Una stagione partita così e così e finita male, anzi malissimo. Per una squadra che ambiva alle prime posizioni, ma che mai aveva realmente dimostrato di esserne all’altezza, se non in qualche rara occasione.

Samuele Messerini

Il tabellino:
PESCARA (4-2-3-1) Fiorillo; Pucino, Salamon, Fornasier, Rossi; Torreira (Dal 29’s.t. Zuparic), Memushaj; Politano (Dal 34’s.t. Sansovini), Bjarnason, Pasquato (dal 42’s.t. Brugman); Melchiorri. A disposizione: Aresti, Pesoli, Caprari, Abecasis, Pettinari, Lazzari. All. Massimo Oddo

LIVORNO- (4-5-1) Cipriani; Maicon, Ceccherini, Emerson, Lambrughi; Moscati (Dal 1.s.t. Galabinov), Luci (Dal 1’s.t. Biagianti), Appelt, Djokovic (dal 25’s.t. Jefferson), Jelenic; Vantaggiato. A disposizione: Pulidori, Strasser, Gemiti, Belingheri, Gonnelli, Remedi. All. Christian Panucci

Reti: Al 29’p.t. Melchiorri, al 6’s.t. e al 47’s.t. Bjarnason
Ammoniti: Melchiorri (P), Ceccherini, Moscati, Luci, Appelt Pires, Biagianti
Arbitro: Maresca di Foggia

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