Buona la prima, esordio vincente per il Livorno

Pronti via, si riparte per una stagione piena di incognite, in una categoria da dove gli amaranto mancano da ben quindici anni, annate piene di gloria e successi, ben tre promozioni nella massima serie con la ciliegina della coppa Uefa, poi negli ultimi tre anni ben due retrocessioni dalla A alla Lega Pro e con Aldo Spinelli sempre al comando del vapore labronico, il “ Sciur Aldo “ naviga verso il 18° anno consecutivo di presidenza e crediamo che sia un record, con la speranza di tornare subito nel campionato cadetto perso in maniera veramente assurda, un po’ per demeriti societari e molto per torti dovuti a scandalosi arbitraggi nei confronti della squadra amaranto e senza voler polemizzare a conferma che non tutte le cose sono chiare nel “ Palazzo che conta “ vediamo cosa e’ successo al Lanciano, lo scandaloso aiuto dato proprio l’altro giorno al Pisa senza contare lo spalmamento quasi all’eternità dei debiti della Lazio di Lotito, ma purtroppo le cose vanno in questo modo, avventurieri e trafficanti comandano il business del calcio e società perfette nei conti e nei pagamenrti come il Livorno vengono invece maltrattate e depauperate senza ritegno.

E allora diamo la parola al campo, alla squadra che dovrà dimostrare sul tappeto verde di riprendersi con pieno merito quello che gli è stato ingiustamente sottratto e per partire arriva al Picchi una delle squadre sconosciute da noi, il Racing Roma, squadra di Astrea formatasi nel 2013 sulle ceneri della Cynzia si Genzano e della Lupa Frascati, squadra ripescata dalla serie D e allenata da un ex Livorno, quel Giannichedda che chiuse, dopo Udinese, Lazio, Juventus la sua carriera qui al Picchi nell’ultimo anno di serie A di quella squadra che con Protti, Lucarelli, Balleri, Galante ecc. aveva dato, per anni, tantissime soddisfazioni ai supporter labronici. Ma lasciamo il tempo dei ricordi e tuffiamoci in questa nuova realtà certamente irta di insidie, storicamente l’approccio a questo torneo per le squadre retrocesse, causa la mentalità, è sempre molto difficile, campi e strutture fatiscenti, arbitri imberbi, agonismo all’eccesso, poca conoscenza delle realtà da affrontare e non per ultimo ben otto derby toscani aumentano la soglia di difficoltà. Squadre importanti come Lecce, Foggia, Catania, Venezia, Reggiana, lo stesso Pisa che ha ritrovato la B dopo anni e anni di sofferenze testimoniano della difficoltà a risalire, e pure nel girone di competenza si vocifera di Alessandria e Cremonese che si presentano ai nastri come vere corazzate con qualche “ mina vagante “ che sempre si incontra in questo torneo, da tenere d’occhio Arezzo, Prato, Piacenza e Siena: vedremo lo sviluppo, di certo al capezzale amaranto è stato chiamato un mister navigato per la categoria, quel Foscarini che per anni ha fatto stupendi campionati in quel di Cittadella e che una decina di anni addietro si tolse pure la soddisfazione di eliminare il Livorno di serie A dalla Coppa Italia. Molti volti nuovi negli amaranto e vediamo pertanto come mister Foscarini dispone la sua squadra, dovrebbe essere un modulo 4­3­1­2 che vedrà Falcone in porta, Toninelli, Gonnelli, Lambrughi e Grillo in difesa, Marchi, Giandonato e Luci a centrocampo, Gemmi dietro le punte Cellini e Vantaggiato, a disposizione Vono, Romboli, Morelli, Pirrello, Bergvold, Ferchichi, Murilo, Dell’Agnello, Di Curzio e Gasbarro. Giannichedda schiera i suoi con un 4­3­2­1 che vede tra i pali Savelloni, in difesa Selvaggio, Macellari, Vona e Giura, in mezzo Ricciardi, Vastola e Massimo, Taviani e Maestrelli dietro a De Sousa. Arbitro il sig.Amabile di Vicenza. Livorno in maglia amaranto, Raging in tenuta gialla canarino con bordi verdi.

Primi cinque di gioco con il Livorno vicinissimo al goal, prima con un colpo di testa di Marchi sullo sviluppo di un corner, poi con Grillo ben imbeccato sulla corsa, ma tiro fuori. Viaggiamo verso il 20′ con lo stesso tema, Livorno che attacca, Racing Roma chiuso in difesa, il solito Vantaggiato pericoloso in un paio di situazioni ma fino a qui i labronici non trovano varchi nella munitissima retroguardia romana che passa da tre a cinque a seconda delle situazioni, è una gara forse causa anche il caldo dai ritmi un poco blandi, sembra quasi che gli amaranto siano in attesa che i laziali escano dal loro bunker per poterli colpire ma fino a qui da parte del Racing si puo registrare solo un tentativo in rovesciata di De Sousa senza pretese, poi solo difesa.

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Un tiro di Cellini lambisce il palo sulla sinistra di Savelloni al 35′ poi è Vantaggiato che vede respinto in corner il suo colpo di testa ed infine al 43′ azione da manuale da capitan Luci a Vantaggiato, assist per Cellini che non sbaglia, 1­0 amaranto e riposo. Secondo tempo con Calabrese per Taviani nel Racing, una bomba di Vantaggiato al 4′ piega le mani a Savelloni che però si salva in corner, un ammonizione per Toninelli e la sostituzione di Gemmi con Murilo al 11′ fanno un Livorno ancora più offensivo, anche Luci prende il giallo per un fallo, c’è il sospetto fallo da rigore su Murilo poi l’indeciso Amabile opta per il corner, è un monologo amaranto solo che non viene il goal del raddoppio che potrebbe chiudere definitivamente la gara, prova anche il Racing a mettere il naso fuori ma viene subito stoppato, un bel tiro al volo di Murilo verso la mezzora fuori di un soffio, poi è la volta di Marchi a sprecare la favorevolissima opportunità, entra nel Racing Di Gioia per Maestrelli e nel Livorno Morelli per Grillo, sta affiorando un po di stanchezza in entrambe le squadre, del resto corre il 40’e c’è l’ultima sostituzione del Racing, Visconti per Massimo, poi nel Livorno Bergvold per Cellini con standing­ovation per entrambi, il primo per il goal, il secondo amato dalla piazza ai tempi della massima serie. E finisce così con una meritata vittoria del Livorno seppur striminzita nel punteggio, ma largamente sul piano del gioco, 9 ­0 il conto dei corner crediamo dicano tutto, resta da vedere fino a che punto è forte il Livorno o debole il Racing Roma, la risposta subito domenica prossima sul campo di una delle preannunciate corazzate l’Alessandria del toscano Braglia.

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