Livorno troppo forte per l’Olbia, vincono e convincono gli amaranto

Un punto nelle ultime due gare ha compromesso la speranza di risalita degli amaranto che dopo l’infausta gara interna contro il Como culminata con la sconfitta dopo ben tredici giornate utili, ha visto la compagine di Foscarini impattare a Lucca in una giornata infame per il tempo ed il terreno di gioco ridotto ad un vero e proprio acquitrino che ha certamente condizionato il rendimento della squadra che tornata sul mercato dopo i gravissimi infortuni di Rossini, Gonnelli e Cellini nella gara con i lariani e che hanno praticamente concluso la stagione ed ai quali si aggiunge quello di Vantaggiato che appena rientrato dovrà fermarsi ancora per un paio di mesi, sta recuperando Gasbarro che dovrebbe essere pronto per le prossime partite. Anche a Lucca come già col Como, Maritato ha avuto la possibilità di calciare un rigore concesso e purtroppo lo ha malamente sbagliato, questo per dire che quando piove “ piove sul bagnato “.

L’unico conforto arriva dai nuovi arrivati, Franco, Valiani, Galli, Benassi ben inseritisi negli schemi di Foscarini, Calil entrato in finale di gara lo giudicheremo in seguito, certo l’assenza di bomber Cellini ( 11 reti fino a qui ) peserà moltissimo sul rendimento labronico, considerando pure che praticamente è venuto e verrà a mancare l’apporto di Vantaggiato nella stagione corrente.

Oggi arrivano al Picchi i sardi dell’Olbia e sono ben 26 anni che le due compagini non si incontrano, l’ultimo confronto risale infatti alla stagione 1990/91 in serie C e fini 1-1 all’Ardenza con rete di Pisasale per il Livorno. L’Olbia non ha mai vinto al Picchi dove è riuscita a racimolare solo due pareggi, quello suddetto e la prima volta che le due squadre si affrontavano in C e fù anche quello 1-1 stagione !972/73. All’andata i sardi ci batterono per 1-0 in una gara nella quale il Livorno ancora non aveva assunto una sua precisa fisionomia, c’è pertanto da sperare che ora nonostante i gravissimi infortuni che hanno colpito la compagine di Foscarini si possa tornare alla vittoria e sperare  di sfruttare positivamente questi due turni casalinghi sulla carta più abbordabili di quelli delle squadre che ci sopravanzano in classifica.

Venendo alla gara odierna che sarà diretta da Mastrodonato di Molfetta, notiamo che anche oggi Calil partirà dalla panchina, infatti Foscarini si affida a Mazzoni in porta, Toninelli,Borghese e Franco in difesa, Galli, Valiani, Luci Marchi e Lambrughi la mlinea di cinque, Maritato e Murilo in avanti con in panchina Vono, Romboli, Morelli,Calil, Gemmi, Dell’Agnello, Ferchichi, Vittorini e Venitucci. Risponde Mignani mister dell’Olbia con Ricci (l’ex dello scorso anno) in porta, Pinna, Pisano, Dametto e Cotali in difesa, Muroni, Geroni e Tetteh a centrocampo, l’ex cagliaritano Cossu dietro le punte Kouko e Ragatzu. A disposizione Van der Want, Deiana, Iotti, Quaranta, Benedicic, Feola, Murgia, Senesi, Capello e Ogunseye. Giornata dolce con sole e temperatura amena, terreno di gioco che è un vero biliardo da far invidia ai campi della massima serie. Piuttosto scarsa la presenza dei tifosi amaranto, poco più di 4.000 mentre contiamo dodici supporter isolani nel loro settore. Notizia dell’untimo momento è che Toninelli scende in campo al posto del preannunciato Benassi, sapremo poi perchè.

Si parte pertanto con un po’ di ritardo causa la forzata sostituzione e notiamo che gli assetti sono quelli preannunciati con la sola variante di Lambrughi a fungere da pendolo tra centrocampo e quarto di difesa nelle fasi di non, possesso ed i sardi che giocano con Cossu tra le linee pronto però agli inserimenti offensivi. Dieci di gioco e praticamente non è successio niente con le squadre in fase di studio anche se c’è una lieve supremazia di gioco dei labronici che giocano corti e con buone trame, ci sembra però che la difficoltà possa essere nella finalizzazione. Una punizione laterale per l’Olbia al 16′ col pericoloso colpo di testa di Kouko che va però fuori, Risponde il Livorno che conquista al 18′ con Murilo una punizione poco fuori area, alla battuta Galli che insacca sulla destra di Ricci il goal del 1-0 del vantaggio amaranto. Tentano la risposta i sardi allungandosi un poco e concedendo così pericolose ripartenze al Livorno che gioca bene sfruttando le fasce con Galli e Lambrughi ben coperti dal trio centrale Valiani, Luci, Marchi, intanto superiamo la mezzora di gioco con gli amaranto che sono in controllo gara e pronti a sfruttare le opportunità sui varchi lasciati dai bianchi di Olbia dove si infilano come in questo caso Maritato che atterrato  da Dametto costringe il sardo all’ammonizione. Una buona opportunità per Borghese al 38′ ma il tiro è alto e poco dopo spreca pure Murilo fuggito in velocità ma che sbaglia per eccesso di altruismo, ma è bellissima la rete del 2-0 di Valiani al 45′ che al volo sulla percussione di Galli insacca il raddoppio.

Riparte la gara e c’è il primo corner della partita ed è per i sardi, che optano per la sostituzione del ghanese Tetteh con lo sloveno Benedicic. Siamo al 10′ con l’Olbia che ha alzato il suo baricentro nel tentativo di recuperare e gli amaranto che fino a qui controllano agevolmente la gara corti e compatti con le giuste distanze tra i reparti, un buon tiro di Ragatzu ben parato a terra da Mazzoni, intanto sta per entrare Calil che va a prendere il posto di Murilo (cambio tra brasiliani) e arriva pure il primo corner per il Livorno mentre superiamo il 20′ della ripresa con l’arbitro Mastrodonato che scivola e cade a terra suscitando l’ilarità dello stadio intero. Sostituzione nell’Olbia, Capello per l’ivoriano Kouko, Siamo alla mezzora con gli amaranto che hanno sprecato un paio di buone opportunità per incrementare il vantaggio ma non la spreca Marchi che con un secco tiro porta sul 3-0 la gara ed ora crediamo che per i sardi non ci sia proprio più partita e va ad entrare anche Morelli per un applauditissimo Lambrughi. Ultima sostituzione anche negli isolani, Feola per Geroni e nel Livorno Venitucci per Marchi. C’è pure il goal del 3-1 di Capello al primo degli incomprensibili sei minuti di recupero decretati da Maastrodonato. E finisce così una gara che il Livorno ha dominato in lungo e largo e che con la sconfitta della Cremonese lo riporta in avanti mentre anche uno stuolo di gabbiani volteggiando e giocando nel vento sopra lo stadio festeggiano il successo

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