Break point Livorno, abbattuto anche l’Olbia

Manca circa un mese al giro di boa e oggi al Picchi saranno di scena i sardi dell’Olbia, vera rivelazione di questa prima parte di torneo e forti di quel Ragatzu classe 1991 con una passato in serie B con la Pro Vercelli ed in A col Cagliari, capocannoniere con 9 reti, ma che però ne ha segnate 5 su calcio di rigore, ma occorre pure notare che per avere i rigori, in area serve anche entrarci e questo è un segnale netto sulla pericolosità della squadra di Mereu.

Certo che il break-point, per usare un termine tennistico, a disposizione oggi degli amaranto è di importanza quasi fondamentale in quanto in caso di vittoria il Siena che oggi riposa sarebbe spinto a nove lunghezze e lo stesso Olbia scenderebbe a ben tredici punti con il derby di domenica prossima a Pisa che sarebbe di certo più tranquillo considerando anche che i cugini devono ancora scontare il turno di riposo, ma attenzione perché la compagine isolana fuori dalle mura amiche sa farsi valere e non vorremmo che spesso, sempre nel tennis, come molte volte accade a quel grandissimo professore della racchetta che è Roger Federer, di fronte al break-point alcune volte lo fallisce, auguriamoci di no.

E veniamo alle formazioni che scenderanno in campo per questa 15^ giornata, con Schirru di Nichelino alla direzione gara.

Livorno di Sottil che scende in campo con Mazzoni in porta, Morelli, Gonnelli, Gasbarro, Franco in difesa, Luci e Giandonato in mediana, Doumbia, Maiorino, Valiani dietro al bomber Vantaggiato con a disposizione Pulidori, Borghese, Hadziosmanovic, Marchi, Pedrelli, Zhikov, Baumgartner, Gemmi, Montini, Ponce, Mendes, Perez.

La risposta di Mereu vede Aresti tra i pali, Pinna, Dametto, Leverbe, Cotali per la linea di difesa, Feola, Muroni e Piredda a centrocampo, Bianco dietro le punte Ragatzu e Ogunseye con in panchina Van der Wart, Idrissi, Manca, Pisano, Pennington, Arras, Iotti, Marongiu, Senesi e Vispo.

Tutto pronto per il via con la nord gremita ed una rappresentanza di una quarantina di supporter arrivati in continente a sostenere i bianchi sardi. Una splendida coreografia della nord all’avvio gara con grandi applausi di tutto lo stadio.

Primi dieci minuti di studio dove non accade niente con i sardi schiacciati dietro la linea della palla con tutta la squadra pronta però ad allungarsi appena conquista palla sulla trequarti, una bella cosa, lo striscione esposto dal tifosi sardi in ricordo delle vittime dell’alluvione a Livorno, un bel gesto applaudito dallo stadio intero. Applausi scroscianti poi per una bella azione del Livorno con l’Olbia che si salva in corner, ma anche i sardi provano ad uscire ed ottengono un corner a loro volta, ora la gara si sta velocizzando divenendo più interessante anche perché gli isolani che inizialmente erano tutti chiusi adesso provano ad attaccare alzando i centrocampisti a supporto di Biancu e dei due pericolosi attaccanti Ragatzu ed il gigantesco colored Ogunseye ex Prato di passaporto Italo-nigeriano. Risultato che non si sblocca dopo una mezz’ora con gli amaranto che ci provano ma manca un cambio di ritmo per poter scardinare l’assetto dei sardi ben disposti in campo e bravi a chiudere tutte le linee di passaggio creando anche una pericolosissima azione al 35^ con Ogunseye salvata in corner dalla difesa labronica che però si trova scoperta al 39^ con l’Olbia che con un contropiede velocissimo e cross di Ragatzu trova il francese Leverbe smarcato in area e di testa è il vantaggio 1-0 dei sardi. Immediata la replica amaranto e miracolo di Aresti che di piede salva, poi c’è un fallaccio con giallo per Cotali e la seguente punizione sfiora il palo e si perde fuori, fallo e giallo anche per Luci, ma al 44^ cross di Morelli, tiro di Vantaggiato, miracolo di Aresti ma Valiani è bravo a ribattere velocemente ed è il pareggio 1-1 che sancisce anche la fine della prima parte. Qualcosa che Sottil dovrà rivedere in questo secondo tempo perché la prima parte non è stata certamente eccelsa, sia per la bravura degli ospiti, sia per la lentezza e qualche imprecisione di troppo dei labronici.

Si riparte senza sostituzioni, più aggressivo il Livorno che deve però fare attenzione al veloce giro palla dell’Olbia, la gara è comunque aperta, serve più aggressività e velocità da parte amaranto e allora Sottil sostituisce Doumbia con Murilo e Maiorino con Perez nel chiaro tentativo di modificare l’inerzia della gara, anche i sardi sostituiscono Biancu con Senesi, un trequartista per un altro è una gara difficile e spigolosa, ammonizione per Giandonato, si va da una parte all’altra del campo, tutto può accadere, scorre il 20^ e Sottil prova a cambiare lato agli esterni Perez e Murilo, esce Giandonato per Montini, conseguentemente Valiani si abbassa accanto a Luci, poi si prende il giallo per fallo, la gara è intensa, c’è molto agonismo ma manca un poco di lucidità negli amaranto, fallaccio di Leverbe su Murilo e giallo per il francese, ultimi cambi, Pedrelli per Morelli e Ponce per Vantaggiato, Sottil le prova tutte ma è difficile anche per merito degli isolani che giocano bene e approfittano di un certo sbilanciamento del Livorno che opera con Ponce e Montini attaccanti centrali con Murilo e Perez esterni per un 4-2-4 e Aresti fa un vero miracolo sul tiro di Ponce al 34^ deviando fortunosamente con la schiena in corner, entra Iotti per Leverbe nell’Olbia, poi al 38^ nel pressing livornese arriva un corner, cross in area, mucchio selvaggio, sbuca Ponce ed è il 2-1 sudatissimo. Reagisce immediatamente la squadra bianca che non ci sta a perdere, attacca rabbiosamente, è una gara intensissima, anche Montini in un contrasto becca il giallo, ci saranno da giocare 5 minuti di recupero, minuti di speranza per i sardi, di sofferenza per i labronici che non riescono ad addormentare la gara per la grande grinta dei bianchi, ma finisce con la vittoria esaltante per come si è verificata e occorre dare atto alla forza dell’Olbia che non ha mai mollato ed alla quale va l’onore delle armi, ed ora sotto col derby che domenica dopo otto anni si disputerà all’arena a Pisa.

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