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Carrarese-De Zerbi, il contatto esiste

Continua la corte della Carrarese a Roberto De Zerbi. Oltre alla difesa, col probabile ingaggio del centrale Mauro Melucci in prova a Luni dall’inizio della settimana, la società di piazza Vittorio Veneto starebbe infatti pensando a rinforzare anche il reparto avanzato con un giocatore di maggior tasso tecnico e fantasia. Qualità che corrispondono all’ex giocatore del Cluj, intenzionato a ritornare a giocare in Italia dopo l’esperienza rumena.

E’ lo stesso Roberto De Zerbi a confermare il contatto con la Carrarese.

«Si, c’è stato un contatto – spiega il numero dieci classe 1979 sulle pagine de Il Tirreno – Le trattative sono in atto. Ci stiamo sentendo e vogliamo valutare la cosa insieme. Per la verità già quest’estate altre società mi avevano cercato, però avevo declinato tutte le offerte, perché non ci eravamo messi d’accordo dal punto di vista tecnico, fisico ed economico».

Tornando alla Carrarese, le distanze sono minime?

«Non penso che la trattativa si concluderà nell’immediato».

Chi è stato il rappresentate della Carrarese con cui ha parlato?

«Sandro Federico. Una bravissima persona. Ormai ho un po’ di esperienza del mondo del calcio ed ho avuto subito una buonissima impressione di Federico, sia come persona che come professionista; questo a prescindere dal fatto che potremmo lavorare insieme o no».

Lo conosceva già?

«No, anzi, per adesso non ci siamo mai visti, ma ci siamo sentiti al telefono. Però ho un grande amico che gioca nella Carrarese».

Chi?

«Nicola Corrent. Il fatto di venire alla Carrarese mi piacerebbe anche per ritrovare lui, visto che siamo cresciuti insieme nel Milan. Siamo amici per la pelle da tanti anni».

Lo ha sentito in questi giorni?

«Ci sentiamo almeno tre volte al giorno in questo periodo».

Scommetto che sta cercando di convincerla a venire a Carrara.

«Certo, però vediamo un attimo».

Parliamo delle sue condizioni.

«Quelle sono ottime. Sto benissimo. Sono pronto per fare 90 minuti più recupero (ride ndc). A parte gli scherzi, è logico che non avendo una squadra e non giocando, non ho ancora i 90 minuti nelle gambe. Giovedì ho fatto un’amichevole contro una squadra di Lega Pro (Free Players contro Cremonese ndc). Ho giocato 45 minuti, ma avrei potuto farne anche di più. Logicamente allenarsi con una squadra ed essere al cento per centro è una cosa diversa dalle mie attuali condizioni, però entro 10-15 giorni sarei pronto».

Sul campo, invece, come si colloca? Lei viene descritto come un classico fantasista.

«In realtà non sono un fantasista. Ho fatto una carriera sempre da trequartista, ma quel ruolo non mi è mai piaciuto. Il mio ruolo naturale è quello di punta, seconda punta o punta esterna, non il trequartista».

Quindi si è dovuto sempre adattare?

«Quello no, però quando hai un giocatore tecnicamente abile e che indossa la maglia numero dieci, si pensa che possa giocare da trequartista: in realtà non ho mai amato quel ruolo. Vorrei essere considerato una seconda punta. Voglio chiarire questo, perché altrimenti il mio utilizzo non servirebbe a nessuno, ne al sottoscritto, ne alla squadra, anche se mi sono sempre messo a disposizione di tutti gli allenatori».

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