Che pari amaro per il Pisa! Avanti 2-0, soffre la stanchezza e viene ripreso nel recupero

Il boccone da buttar giù è di quelli indigesti, pesanti. Per sessanta minuti il Pisa più bello della stagione ha annichilito il quotato Benevento, dominandolo in lungo e in largo, sciorinando giocate in velocità e ripartenze fulminanti, grazie alle sontuose prestazioni dei vari Goldaniga, Mannini e Napoli. Due gol, un palo, altre quattro clamorose palle gol costruite. Controllo totale del match. Poi la rete di Guerra, il calo fisico, le sicurezze che crollano, il baricentro che si abbassa e la beffa, tremenda, che si consuma al 5’ ed ultimo minuto di recupero, quando Melara batte Provedel, pareggia la gara, allontana il Pisa dalla terza e quarta piazza e lo lascia a battagliare per una posizione in zona play-off, visto che purtroppo neanche la nona posizione appare così sicura. Ed ecco allora affiorare le domande e i dubbi, prendere il sopravvento la frustrazione per una stagione che doveva vedere il Pisa protagonista e che invece ha regalato qualche gioia e diversi bocconi amari. Niente è perduto per carità, ma ci vuole una svolta psico-fisica e anche tattica per rivivere i fasti della scorsa stagione. E serve in fretta.

AC PISA 1909Il match. Innocenti (Cozza è squalificato) deve rinunciare agli squalificati Kosnic e Arma e agli indisponibili Parfait e Mingazzini e schiera un 4-3-1-2 con Giovinco sulla trequarti e Mannini nel trio di centrocampo con Sampietro e Cia. In difesa Crescenzi è preferito a Rozzio e in attacco Forte ha l’onere di non far rimpiangere Arma. Brini schiera un 4-3-3 con Melara preferito a Campagnacci e Mancosu a Montiel. Il perno offensivo è l’esperto Evacuo, supportato dallo sgusciante Negro. Il Pisa parte forte e al 10’ Forte entra in contatto con Piscitelli reclamando il rigore, ma l’arbitro lascia correre e sul capovolgimento Negro semina il panico in area neroazzurra, crossa al centro per Mancuso che di testa mira all’angolino trovando sulla linea la respinta di Mannini. Le due squadre giocano a viso aperto senza troppi tatticismi, ne guadagna lo spettacolo con il Pisa che al 19’ sfiora il vantaggio con Forte che al volo da ottima posizione calcia a lato. E’ il preludio al vantaggio che arriva due minuti più tardi con Napoli, che si conquista e realizza un rigore spiazzando il portiere sannita. Il Pisa non si ferma e al 25’ lo scatenato Napoli con il tacco serve Cia, ma il destro a giro del biondo centrocampista si perde di poco a lato. C’è tanto Pisa nel primo tempo e al 31’ Pellegrini scende sulla destra e crossa al centro dove Napoli anticipa Celjak e prova il gol a ad effetto sfiorando l’incrocio dei pali. Il Benevento prova a farsi vedere dalle parti di Provedel sempre con Negro, che pesca Evacuo murato in uscita dal portierino neroazzurro. Sul ribaltamento di fronte Forte trova il raddoppio arpionando un pallone a centro area e freddando Piscitelli con un tiro all’angolino. E’ l’ultimo sussulto di un primo tempo che ha fatto spellare le mani al pubblico di casa, con l’unica nota stonata del nuovo infortunio di Crescenzi, uscito dopo dieci minuti e che fa bruciare un cambio al Pisa. Non una grande idea è stata quella di rischiare il giocatore, sono questi i dettagli che possono fare la differenza in un campionato. Nella ripresa Brini mette nella mischia Padella e Guerra in luogo di Di Deo e Signorini, ma il Pisa ha dopo 3’ la palla del tris ma Napoli, imbeccato da Forte, centra il palo con un destro a incrociare che trova la decisiva deviazione del portiere sannita. Il Benevento sembra tirare i remi in barca ma al 62’ torna in partita sugli sviluppi di un corner, con Padella che spizza sul secondo palo e trova l’accorrente Guerra pronto ad insaccare. Il Pisa prova a riorganizzarsi e sfiora subito il gol con Cia, che strozza troppo il destro da buona posizione, poi il Benevento prende coraggio e approfitta di un Pisa stanco per guadagnare terreno, pur senza creare troppi patemi. Nei minuti di recupero però prima Guerra spaventa Provedel con un destro che sfiora il montante, poi Melara al 95’ risolve un mischione in aria pisana gelando l’Arena e siglando un pari tanto insperato quanto immeritato.

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