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La prima in amaranto è nera per Panucci: il Cittadella passa al Picchi

Primo giorno di primavera anche se dopo una bella mattinata ora un grigiume fastidioso offusca il sole, ma anche primo giorno per Cristian Panucci neo allenatore della compagine amaranto chiamato in settimana dal Presidente Spinelli al capezzale della squadra labronica dopo la pesantissima scoppola di La Spezia e soprattutto dopo le ultime gare per niente  convincenti. Mancano undici gare alla fine del torneo e nonostante le dieci sconfitte rimediate tra la gestione Gautieri (6 su 21) e quella di Gelain (4 su 10) la squadra naviga ancora in piena zona play-off con l’intenzione di restarci se non di migliorare questo.
Stadio Livorno per MorosiniVedremo pertanto cosa il neo  mister sarà capace di combinare essendo pure per lui un debutto in quanto fino ad ora come esperienza di panchina ha soltanto quella di secondo alla corte di Capello nella nazionale russa, certamente il suo passato di grande calciatore ispira speranze e fiducia, c’è stata una buonissima impressione alla presentazione, adesso il campo emanerà il suo verdetto ed a bagnare il suo debutto arriva una squadra rognosissima come il Cittadella di Foscarini che da sempre fa valere il suo carattere in categoria pur non avendo particolari eccellenze nel suo organico.
Oggi mancheranno per infortunio Emerson, Siligardi, Biagianti e Rivas e vediamo quindi che Panucci opta per una formazione abbastanza nuova ed offensiva con un modulo 3-4-3 che vede Mazzoni in porta, Ceccherini, Bernardini e Lambrughi in difesa, Jelenic, Luci, Appelt Pires e Djokovic a centrocampo, tridente offensivo con Jefferson, Galabinov e Vantaggiato. In panchina Bastianoni, Cipriani, Strasser, Gonnelli, Moscati, Belinghieri, Gemiti, Empereur e Maicon.
Risponde il Cittadella con l’anziano Pierobon (46 anni) tra i pali, Cappelletti, Scaglia, Pellizzer e Barreca in difesa, Bazzoffia, Rigoni, Benedetti e Minesso a centrocampo, Stanco e Sgrigna in attacco, a completamento Valentini, Donazzan, Camigliano, Gerardi, Coralli, Busellato, De Leidi, Paolucci e Pecorini. A dirigere Sacchi di Macerata.
Pubblico abbastanza scarso rispetto alle precedenti esibizioni, certamente gli ultimi risultati hanno lasciato il segno, molti vuoti sia nella nord, sia in gradinata  che in tribuna, una ventina di supporter arrivati pure dalla città veneta.
Parte bene il Livorno e già al 3° un triangolo Jefferson, Jelenic, Galabinov porta il bulgaro al tiro, fuori di un soffio. Nel nuovo assetto studiato da Panucci vediamo che Djokovic gioca praticamente da esterno sul out di sinistra, arginando nelle fasi di copertura il veloce Bazzoffia, nonchè la duttilità di Jelenic a destra permette una difesa a cinque nelle fasi di copertura e Vantaggiato opera da rifinitore dietro Jefferson e Galabinov. Passa una mezzora dove non succede praticamente niente se non tre corner a uno per gli amaranto, la sostituzione di Scaglia infortunato per Camigliano poi ammomito insieme a Bernardini. Il Cittadella è però molto pericoloso, fa grande movimento coprendo bene il campo e attacca con ben quattro uomini in virtù di questo movimento. Stenta un po’ il Livorno a trovare il bandolo della matassa contro una squadra veneta organizzatissima soprattutto a centrocampo dove quasi sempre conquista palla e trova sempre un uomo smarcato per l’appoggio, la sensazione è che Djokovic relegato al ruolo di difensore privi il centrocampo di un uomo importante ed al 39° su una punizione per i veneti Galabinov in area tocca con la mano, rigore sacrosanto che Sgrigna realizza.
E si va al riposo col Cittadella in vantaggio e se pur la squadra di Foscarini non abbia fatto granchè è riuscita in virtù di un maggior movimento e di una maggiore organizzazione di gioco ad irretire il Livorno impedendogli di giocare, ci sembra dura recuperare anche perchè la sensazione è che la squadra sia a corto di ritmo e abbastanza giu di morale.
Si riparte con Panucci che manda in campo Moscati per Jefferson il cui posto nella zona di campo di competenza viene preso da Jelenic con Moscati che va così a coprire la fascia destra. Adesso è un Livorno che gioca meglio, più compatto e che sviluppa meglio la manovra ma ci sono enormi difficoltà a penetrare nella munitissima retroguardia del Cittadella sempre corto e compatto, attento e preciso nelle chiusure, sono trascorsi dieci di gioco ed il tema tattico è questo solo che i labronici non riescono proprio a liberare un uomo al tiro. Poi al 12° un innocuo fallo di mano di Bernardini che già ammonito becca il secondo giallo lasciando così la squadra in dieci. Ora per il Cittadella sembra tutto facile, la squadra si arrocca totalmente dietro la linea della palla, comunque la condizione fisico-atletica nonchè psicologica della squadra veneta è di gran lunga superiore, si sprecano i falli tattici con l’ammonizione per Bazzoffia e Pires mentre entra Gonnelli per Ceccherini infortunato. Anche il Cittaderlla sostituisce Bazzoffia con Paolucci, il gioco è spezzettato continuamente nel chiaro tentativo di spezzare il ritmo che già è molto basso e la mezzora del secondo tempo trascorre con il Livorno che proprio non riesce a costruire uno straccio di azione per smarcare un uomo al tiro. Entra Coralli per Sgrigna tra i gialli veneti, una punizione di Vantaggiato è il solo brivido di questo orribile secondo tempo mentre scorre il 40° minuto col Cittadella che controlla agevolmente lo scorrere della gara. Si chiude così con un Livorno che direi dopo Spezia è riuscito ad essere ancora peggiore perchè è sempre stato in balia della squadra di Foscarini che ha controllato agevolmente la gara ed il vantaggio acquisito senza che i labronici riuscissero mai, dico mai ad impensierire gli avversari. Ci sembra che il lavoro per Panucci per rimettere in carreggiata questa squadra sia veramente difficile e la prossima è la trasferta a Bologna.
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