La storia del calcio non è soltanto quella di uno sport, dell’evoluzione delle sue regole, del modo di giocare, delle competizioni e dei campioni della disciplina. Da sempre sport popolare per eccellenza il calcio – football in Inghilterra, dove è nato, fútbol in Sudamerica, ma mai Soccer – si intreccia profondamente alla vita quotidiana di centinaia di milioni di persone, definendo abitudini e legami, creando narrazioni individuali e collettive, senso di appartenenza e tradizioni famigliari.
Forse nessuno sport nella storia, come il calcio, ha saputo essere così trasversale, così democratico ed è stato così appassionante da diventare una vera e propria confessione laica, fatta di riti e simboli. Forse anche per questo, più di molti altri sport e discipline il calcio è entrato nel cinema, specchio magico in cui si riflettono e rifrangono immaginari collettivi e storie individuali.
Calcio e pellicola, un legame lontano e indissolubile
Dalle prime riprese cinematografiche dei match, come il celebre Blackburn rovers – West Bromwich Albion del 1898, ai capolavori del cinema, come Goal!, docufilm sui Mondial del ’66 in Inghilterra, la macchina da presa si è avvicinata sempre più a questo mondo, e dal rettangolo verde è passata a tutto ciò che sta intorno, il tifo, e a tutto ciò che non si vede, lo spogliatoio, gli allenamenti, la vita quotidiana dei grandi giocatori.
Oggi il grande successo dei docu-film sulle squadre, di cui All or Nothing costituisce il format con più seguito, ha portato il calcio ad essere conosciuto da vicino a livello globale. Utenti da ogni angolo del mondo possono osservare i campioni degli storici club europei, sbirciare cosa accade negli spazi un tempo intimi e riservati dello spogliatoio, inteso non tanto in senso materiale, ma come rete di legami di tutto il gruppo squadra, dai giocatori all’allenatore, passando per dirigenza, staff tecnico e addetti ai lavori.

Dalle categorie minori alle docu-serie dei grandi club
Ecco perché sono in aumento costante le richieste di biglietti per i match di fan residenti in America e Asia, attratti da un mondo che adesso possono osservare da vicino, di cui possono respirare l’atmosfera. Le sfide dei grandi club hanno raggiunto un interesse su scala planetaria, ecco perché i biglietti Real Madrid, il club più titolato e vincente di sempre, sono ampiamente richiesti anche molto lontano dalla Spagna e dall’Europa.
Il potenziale commerciale e culturale del calcio non si è esaurito, dunque, anzi si espande a macchia d’olio, raggiungendo gli angoli più remoti del mondo e creando passione e seguito anche là. La sfida di questo splendido sport, oggi, è semmai quella di coniugare la dimensione locale a quella globale: il calcio nasce in una dimensione popolare e democratica, motivo per cui attorno ad esso si è potuta costruire una solida base di tifosi, che hanno tradizionalmente creato le condizioni per la sua ascesa e per la nascita di quello che è stato il periodo d’oro di questo sport, che dagli anni Novanta arriva fino a noi. L’obiettivo è quello di un calcio che sappia appassionare chi ancora non lo conosce da vicino, unire popoli e storie lontane, generare un ecosistema economico sostenibile, perché no, ma soprattutto un calcio che continui a creare passione e tradizione laddove è nato il suo mito, per non perdere un pezzo splendido di cultura, immagini e ricordi.
