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Lorenzo Crocetti: “Italiano può aprire un nuovo ciclo con la Fiorentina2

Lorenzo Crocetti a SuperNews: “Italiano può aprire un nuovo ciclo con la Fiorentina. Cittadella il mio rimpianto. Vi parlo della mia Florenz Soccer Academy”

SuperNews ha intervistato Lorenzo Crocetti, ex attaccante, tra le tante, di Fiorentina, Perugia, Cittadella, Varese, Siena, Siracusa, Gubbio, Lecco. Con circa 300 presenze nel professionismo e più 500 presenze totali, l’ex giocatore di Bagno a Ripoli ha vinto il campionato di Serie C2 con il Pergocrema nel 2007/2008 e con il Varese nel 2008/2009, così come ha ottenuto la promozione in Serie C con la maglia del Siena nel 2014/2015 e con quella del Gubbio nel 2015/2016. Crocetti era considerato una promessa del nostro calcio, che ha avuto la sfortuna di indossare la maglia della Viola in un anno complicato, nel 2002, l’anno del fallimento della società. Crocetti ripercorre le tappe della sua carriera, svelando anche un piccolo rimpianto legato al Cittadella, di cui è stato giocatore nel 2005. Ritiratosi lo scorso anno, attualmente Crocetti allena presso la sua scuola di calcio privata: la Florenz Soccer Academy.

Lorenzo, intraprendere la carriera da calciatore è stato un percorso naturale per te?
Sì, è stato facile e naturale. Quando eravamo piccoli, tutti giocavamo a calcio. Già all’età di 3-4 anni avevo sempre la palla tra i piedi. Avevo sviluppato una grande passione per questo sport, e si vedeva anche che ero molto portato. A 5 anni sono andato a giocare nella squadra del mio paese, Bagno a Ripoli, e nell’estate del 1993, quando avevo 10 anni, mi ha preso la Fiorentina. Così è iniziata la mia avventura.

Nel 2002 hai vestito la maglia della Fiorentina, anno in cui la società fallì. Che esperienza è stata quella nella Viola? Pensi che, in assenza di condizioni avverse, la tua carriera avrebbe preso una direzione differente?
La sfera di cristallo non ce l’ha nessuno, quindi non posso saperlo. Sicuramente, però, per me sarebbe stata una bella occasione. Avevo fatto un settore giovanile di primissimo livello, dalle Nazionali Giovanili fino all’Under 19, la categoria in cui giocavo quando ho esordito in Serie A. Nel 2002 sono stato capocannoniere nel Torneo di Viareggio siglando 7 reti ed eguagliando diversi record, traguardi che credo non in tanti abbiano raggiunto alla Fiorentina. Per questo, quell’esordio e quel ritiro in Serie B sarebbero potuti essere per me una rampa di lancio. Purtroppo, però, le cose sono andate diversamente, e l’anno dopo sono approdato a Perugia per terminare il mio terzo anno di Primavera. In ogni caso, se fossi rimasto a Firenze sicuramente avrei avuto delle opportunità importanti in una piazza importantissima. Sarebbe stato veramente un sogno.

Foto acffiorentina.com

Rimanendo in tema, che ne pensi del gruppo costruito da Commisso e guidato da Vincenzo Italiano? La Fiorentina nel primo tempo avrebbe potuto mettere su un binario totalmente differente la partita contro l’Inter di martedì scorso. Hai avuto modo di vedere il match?
La partita non l’ho vista, ma ero aggiornato in tempo reale dalle notifiche che mi arrivavano sul cellulare. Il vice allenatore di Italiano Daniel Niccolini è mio amico, e già lo scorso anno mi parlò molto bene del tecnico della Viola, quindi so che la Fiorentina è nelle mani di un allenatore preparato, che fa giocare molto bene le sue squadre. Spero che quest’anno sia un’annata più soddisfacente, dal momento che la scorsa stagione a Firenze ci sono stati un po’ troppi alti e bassi. Confido nella mia visione romantica del calcio, e spero che la Fiorentina riesca, sotto la guida di un tecnico come Italiano, a formare una squadra solida, basata su pilastri importanti e che abbia continuità. Credo che i troppi cambiamenti degli ultimi anni non abbiano dato grande stabilità alla squadra di Commisso. Bisognerebbe costruire uno zoccolo duro, un po’ come ha fatto l’Atalanta, club che è riuscito a raggiungere la Champions League proprio grazie ad un gruppo consolidato, un allenatore fidato e qualche innesto. Spero che per la Fiorentina quest’anno possa essere l’inizio di questo ciclo.

Ritornando alla tua carriera, dopo l’esperienza con la Fiorentina nello stesso anno scegli di giocare nel Perugia, in Serie A. Che gruppo hai trovato lì?
Sono approdato al Perugia in uno degli ultimi anni della presidenza Gaucci. Ero allenato da Cosmi, ero in squadra con Miccoli, il campione del mondo Grosso, Vryzas, che veniva dalla vittoria del campionato europeo con la Grecia, Zè Maria e tanti altri giocatori. Era un bellissimo gruppo, quell’anno giocammo anche la Coppa Intertoto. Fu un’annata strepitosa, che mi permise di confrontarmi nuovamente con la Serie A, dal momento che a gennaio mi trovai in prima squadra: sono entrato in campo contro la Juventus al Delle Alpi e a San Siro contro l’Inter, e poi sono stato anche in panchina contro Udinese, Chievo, Piacenza, Empoli. E’ stata una bellissima esperienza. Per restare in Serie A dovevo fare un’annata da 15 gol in C1, e da allora sono entrato nei meandri della Serie C, che considero la culla di tutta la mia carriera. Ho fatto un po’ di altalena tra C1 e C2, collezionando circa 300 presenze nel professionismo. Quello che mi dispiace è non aver avuto l’opportunità di rimanere a Perugia, in Serie A, o a Firenze, in Serie B, perché ero un giovane in rampa di lancio. Avevo fatto parte anche della Nazionale Under 20. Mi sono fermato all’Under 20 perché non avevo giocato in Serie B per rientrare nell’Under 21 e, da quel momento in poi, ho militato nella rispettabilissima Serie C.

Tra le esperienze vissute nei campionati minori, ce n’è stata una per te particolarmente significativa, una squadra e una società da cui non te ne saresti andato?
Io ho un piccolo rimpianto: Cittadella. Fin da subito avevo avuto la sensazione che il Cittadella fosse una società diversa, e lo ha dimostrato successivamente, perché due anni dopo la decisione di andarmene via ha giocato per circa 15 anni di fila in Serie B. Sbagliai ad ascoltare il mio procuratore, che alla fine mi portò via da lì. In quell’anno, nel 2005, la squadra era nella mani del patron Gabrielli ed era allenata da Foscarini, che faceva giocare tantissimi giovani, come Rubin, Cherubin, Fofana. Il direttore era Marchetti, talent scout di tantissimi giocatori. Cittadella è stata una società con la “s” maiuscola, che mi ha fatto scoprire una struttura calcistica fatta realmente bene. In generale, ho avuto la fortuna di giocare in società veramente organizzate, come gli anni bellissimi trascorsi a Pergocrema e quelli vissuti a Bassano. In ogni caso, Cittadella rimane il club che più mi ha dato l’impressione di essere una grande società, e la storia lo ha confermato, dal momento che negli ultimi anni i Granata hanno sfiorato più volte la Serie A.

Già da un anno hai appeso gli scarpini al chiodo. Di cosa ti occupi oggi? Sei rimasto nel settore?
Sì, sono rimasto nel settore ma in una maniera particolare, nel modo che piaceva a me. Non sono nelle dinamiche societarie, ma mi sono messo in proprio. Con lo scorso lockdown ho smesso di giocare, e ora ho aperto la mia Academy di calcio privata a Bagno a Ripoli, la “Florenz Soccer Academy”: alleno in forma privata bambini che giocano in altre squadre di club e che vengono a perfezionarsi da me. Con i miei collaboratori Fabio Soldi, preparatore atletico per la parte motoria e coordinativa e personal trainer, e Stefano Franciolini, preparatore dei portieri professionista che lavora con le giovanili della Fiorentina, sviluppiamo il talento dei bambini a tutto tondo. Inoltre, dal 9 settembre scorso l’Academy si trova all’interno della struttura “Blue Clinic”, un centro di riabilitazione fisico-motoria e di medical fitness che ci offre la possibilità di rivolgerci ad esso nel caso di infortuni o di visite, agonistiche e non. Nella mia Academy si fa professionismo a 360 gradi ma nel dilettantismo privato. Inoltre, il mio è il primo centro in Italia dove verranno organizzati allenamenti di calcio freestyle e street soccer con i campioni di livello nazionale del gruppo “Footwork Italia”, miei collaboratori nei Camp estivi (@fcamp.it). E’ una cosa nuova in Italia, è la prima volta che qualcuno crea qualcosa del genere. Ho il mio brand personale, la Macron è il mio sponsor, quello che ha creduto in me e nel mio progetto e che mi fornisce tutto il materiale sportivo. L’Academy funziona, è attiva già da un anno e spero che possa continuare ad avere seguito.

Source: https://news.superscommesse.it/interviste-personaggi-famosi/2021/09/lorenzo-crocetti-a-supernews-con-italiano-per-la-fiorentina-linizio-di-un-nuovo-ciclo-un-rimpianto-cittadella-vi-parlo-della-mia-florenz-soccer-academy-459809/