RIGUTINO – Alla vigilia di Arezzo–Pontedera, Cristian Bucchi non cerca scorciatoie né frasi fatte. La classifica dice testa-coda, ma il tecnico amaranto respinge l’etichetta con decisione: «Il girone d’andata ci ha insegnato che la prima può perdere con l’ultima e viceversa. L’equilibrio è totale. Le cosiddette piccole hanno messo in difficoltà tutti, noi compresi. Non esistono partite facili».
Il Pontedera, ultimo in classifica, arriva al Comunale con una serie di prestazioni che hanno convinto Bucchi a tenere altissima la guardia. «Da quando hanno cambiato allenatore hanno giocato sempre gare equilibrate. Hanno pareggiato 2-2 a Livorno, su un campo dove noi abbiamo perso, e contro il Ravenna sono caduti al 110’. È una squadra frizzante, che ha bisogno di punti e verrà qui per fare risultato. Dovremo essere bravi a interpretarla nel modo giusto».
Su Ionita: «Può essere determinante»
Il grande tema della settimana è stato l’arrivo di Artur Ionita. Bucchi non nasconde la soddisfazione. «Ionita non ha bisogno di presentazioni: anni di Serie A, titolare nella sua nazionale, un curriculum importante. È un giocatore che volevamo già dall’estate. L’abbiamo corteggiato già in estate, ma lui aveva dato la parola alla Triestina e ha voluto mantenerla. Questo ci ha fatto capire ancora di più il suo valore umano. Ora si è creata l’opportunità e l’abbiamo colta al volo». Sul piano tecnico, il giudizio è netto: «Può fare tutti i ruoli del nostro centrocampo, ma da mezzala ha tempi, letture, struttura. Abbina qualità e fisicità. Nell’economia del nostro gioco può essere determinante. È disponibile, quindi può partire dall’inizio».
Mercato e società
Bucchi ha voluto ringraziare pubblicamente la proprietà e il direttore Cutolo.
«La famiglia Manzo è stata straordinaria: quando parlavamo di ambizioni, a febbraio, poi a luglio e ancora a dicembre, la società non è stata solo presente, è stata di più. Ho la fortuna di lavorare con un direttore che mi mette in difficoltà… perché il mercato non è nemmeno iniziato e lui ha già preso i giocatori! Ringrazio lui e la proprietà per gli interventi fatti e per quelli che faremo». Il reparto su cui si è intervenuti con più decisione è il centrocampo. «È dove abbiamo sofferto di più. Ci è mancato Dezi, abbiamo avuto squalifiche, assenze, adattamenti. A volte siamo arrivati corti e abbiamo dovuto arrangiarci. Ora vogliamo avere almeno sei centrocampisti veri per affrontare il ritorno senza emergenze».
Identità e mentalità: «L’Arezzo deve giocare sempre per vincere»
Il tecnico ribadisce l’idea che guida la squadra fin dal ritiro estivo. «Abbiamo costruito una mentalità precisa: andare sempre a giocare in attacco. Poi ci sono gli avversari, che possono impedirti di fare il tuo gioco, ma l’identità non cambia. Giochiamo sempre per vincere. La strategia può variare, ma la mentalità no». Fondamentale, per Bucchi, è anche la qualità degli allenamenti. «Le squadre crescono quando si allenano forte. Per farlo serve l’organico al completo. Quando un esterno si allena contro un terzino forte, migliorano entrambi. La competitività interna alza il livello della settimana. Ora che siamo quasi tutti, ci siamo allenati forte e bene».
«Il bene della squadra viene prima di tutto»
Il tecnico ha spiegato anche come si costruiscono le gerarchie, spesso mutate da infortuni, squalifiche e momenti di forma. «Davanti non abbiamo mai avuto Cianci e Ravasio al 100% contemporaneamente. Sugli esterni, senza Dell’Aquila, abbiamo avuto tre giocatori per due posti. Momo Varela è uno che può spaccare la partita e a volte lo penalizzo perché so che può essere devastante a gara in corso. In mezzo qualcuno non è riuscito a inserirsi come speravamo, penso a Meli, e gliel’ho detto. Ma alla fine trovi un equilibrio e vai avanti». E qui arriva uno dei passaggi più sinceri della conferenza. «A volte devo penalizzare qualcuno per il bene della squadra. Mi dispiace, ma è così. Se facessi l’amico ragionerei diversamente. Il bene del gruppo viene prima di tutto, anche prima di me». Il segnale più bello, però, arriva dai giocatori. «Quando vedo che chi non gioca si allena davanti agli altri, dà il cinque ai compagni, salta in campo per abbracciarli dopo un gol… allora capisco che abbiamo creato qualcosa di importante. Se non fosse così, significherebbe che ho sbagliato io».
Verso il fischio d’inizio
Oggi, alle 17:30, il Comunale si prepara ad accogliere l’Arezzo per la prima gara casalinga del 2026. Bucchi lo ha detto chiaramente: «Dobbiamo giocare contro il Pontedera come se affrontassimo la squadra più forte del campionato». L’Arezzo vuole ripartire con il passo della capolista. Il pubblico amaranto è chiamato a fare il resto.
