Stefano Dinelli racconta il Viareggio del 2011: il progetto Esperia dopo 7 anni, il punto

Senza dubbio è il presidente più vincente nella storia del calcio viareggino. Stefano Dinelli si è conquistato, con la passione e le capacità che lo contraddistinguono, una ‘place’ di rilievo nel cammino del pallone sulle rive del Tirreno. Una piazza difficile, quella di VIareggio, per fare calcio soprattutto in maniera innovativa, con una visuale ampia e che non si ferma al primo scoglio.

Forse troppo per una “Perla del Tirreno” che pare riottosa e ripiegata su quella che fu un tempo e che, forse, non potrà più tornare. Il presidentissimo di via Trento, nonostante tutto continua a credere nelle potenzialità di una società quadrata, sana ed in quella ‘politica dei giovani’ che costituisce un esempio significativo nel panorama di tutto il calcio italiano. Insomma, il progetto Esperia, in sette anni, è divenuto un modello da seguire per molti club del nostro Paese.

Presidente Dinelli, parliamo di cosa ha rappresentato il 2011 per il calcio viareggino..
E’ stato un anno veramente significativo. Abbiamo raggiunto traguardi importanti lottando contro tutto e tutti e siamo riusciti a restare nella terza categoria del calcio italiano. Senza dubbio per far questo abbiamo dovuto lottare in campo e non solo e alla fine ha vinto la nostra caparbietà, la nostra voglia di crederci, fino in fondo.
Sia come società che come staff tecnico e giocatori. E siamo in pista in un’altra bella avventura in Prima Divisione, grazie a quello che siamo e che vogliamo continuare ad essere.

Il gruppo storico dei giocatori zebrati cosa rappresenta per il team di via Trento?
Un valore imprescindibile. Ci sono atleti come Fiale, Carnesalini, Cristiani e Pizza che sono un valore di per sé, ma anche un valore aggiunto, perché stimolano l’intera squadra a far bene e trasmettono esperienza al collettivo viareggino. Con loro c’è un rapporto che va oltre quello tra presidente e giocatori. Credo molto in loro, come in
tutti gli atleti. Tutti sono qui per dare il meglio di sé e per portare avanti il nostro progetto a tinte bianconere. Ringrazio tutto lo staff bianconero, in primis l’allenatore Cecchino Bertolucci, per l’impegno e la dedizione alla causa delle zebre.

Dal punto di vista tecnico, c’è da aspettarsi qualche rinforzo col calciomercato di gennaio?
Non saprei. Il vero rinforzo siamo tutti noi che ci siamo impegnati in questi anni al massimo per mantenere il Viareggio a questi livelli, che sono ragguardevoli.

Presidente, a quasi otto anni dall’inizio del suo cammino in bianconero, è tempo di bilanci o di un nuovo ciclo zebrato?
Beh, è presto per dirlo. Dipende da tanti aspetti. E non vorrei dilungarmi in lamentele, su questo o quell’altro punto, non è il momento e non serve più di tanto.
Credo che io più in alto di così nel calcio non riuscirò ad arrivare.
Ho dato quello che potevo dare con l’Esperia e per il futuro bisognerà vedere, aspettare prima di segnare o tracciare nuovi percorsi.

Dinelli, cosa vuol dire a tutti i tifosi bianconeri, quelli veri, che seguono le sorti zebrate ogni domenica, alla città e al Viareggio?
E’ importantissimo il loro sostegno. I tifosi sono il dodicesimo uomo in campo. Voglio far loro i miei auguri più calorosi e sinceri.
Quanto alla città, auguro a Viareggio di svegliarsi e di essere più città e più squadra, come ho avuto occasione di affermare nella lettera che ho scritto in occasione delle mie dimissioni. Al Viareggio auguro, poi, di avere le migliori soddisfazioni che potranno essere raccolte al termine di questa faticosa stagione. Ce la faremo ancora una volta.

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