“A Viareggio il calcio del futuro si vede prima”. Dal 1949, per l’esattezza. Da quando fu disputata la prima edizione del Torneo Viareggio, conosciuta in tutto in mondo con il none di Coppa Carnevale. E ancora oggi a 77 anni distanza “a Viareggio il calcio del futuro si vede prima”, come ha sottolineato la sindaca Sara Grilli aprendo i lavori del convegno “Viareggio tra memoria e futuro” a cui hanno preso campioni che sbocciarono proprio alla Coppa Carnevale come Eraldo Pecci e Giancarlo Antognoni e bomber come Roberto Pruzzo che al Torneo di Viareggio non giocò (“non ebbi la fortuna di essere mai convocato”) ma che con le sue reti ha fatto la storia del calcio italiano. Con loro i massimi dirigenti della Federazione Italiana Gioco Calcio e tutte le componenti del movimento: dalle Leghe all’AIC dall’Asso allenatori all’AIA con rappresentanti istituzionali come Bedin, Calcagno, Ulivieri, Tisci, Pierpaoli.
Un convegno promosso dal Centro Giovani Calciatori con il presidente Alessandro Palagi, dall’Unione Stampa Sportiva Italiana con il presidente Gianfranco Coppola, e Ferdinando Arcopinto dirigente della Figc e della Fifa, motori del nuovo corso della Coppa Carnevale. E, infatti, proprio il prsidente dell’Ussi Gianfranco Coppola ha condotto i lavori con la giornalista di Rai Sport Simona Rolandi.
Una giornata intensa tra memoria e futuro, in cui si sono gettate le basi per tradurre in eccellenza il bello che c’è nel calcio giovanile, in particolare italiano. Le nazionali giovanili mietono successi, sono competitive ma per tanti ragazzi le porte della massima serie perfino negli stessi club di appartenenza sono troppo spesso sbarrate. Da qui la sfida di “dare futuro alla realtà” come hanno sottolineato nei loro interventi Giancarlo Antognoni ed Eraldo Pecci che insieme a Roberto Pruzzo faranno parte del nuovo Comitato Tecnico Scientifico della Coppa Carnevale. E ribadito nei loro interventi da Vito Tisci, Paolo Bedin e Luigi Barbiero Ma anche da Simona Rolandi e Alessandro Antinelli di Rai Sport. Del resto i numeri del Torneo di Viareggio raccontano la dimensione del fenomeno e ne sintetizzano le potenzialità: oltre 90 nazioni partecipanti, più di 3.500 partite disputate e migliaia di giovani calciatori passati da questa competizione.
“Oggi abbiamo l’opportunità di dare ancora più forza a questo patrimonio”, ha sottolineato la sindaca di Viareggio Sara Grilli. E la strada è tracciata “coinvolgere sempre di più i grandi club italiani e internazionali. Significa rafforzare la presenza dei media e la capacità di raccontare il torneo. Significa intercettare nuovi pubblici e soprattutto parlare alle nuove generazioni con i linguaggi che utilizzano ogni giorno”.
La sfida, dunque, è dare futuro alla realtà. Rivitalizzare quanto reso meno evidente dalla moltitudine di impegni, con calendari soffocanti per le categorie under 18, le rose allargate che fanno ricorso ai ragazzi della Primavera. Il calcio giovanile è la priorità del Calcio italiano insieme al ritorno alle competizioni clou col palese obiettivo la qualificazione agli Europei e soprattutto al Mondiale, dopo tre clamorose assenze consecutive, ma la strada per tenere solide le fondamenta del movimento calcio rimane l’attività giovanile. Molti i programmi intorno al tema, servono risorse. Sarebbe un errore cercare percorsi alternativi quanto invece fondamentale canalizzare verso la storica manifestazione che da sempre esalta il lavoro di semina di club, tecnici, dirigenti, osservatori. Ciascuno nel proprio campo “maestri”. Un comitato di esperti ha la volontà e il desiderio di restituire all’Italia e al mondo la vetrina del calcio giovanile. Si parte da qui, per un calcio italiano forte, autorevole, vincente.
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