Quando il pallone scotta

La ventiquattresima giornata di Serie A ha regalato tante emozioni dal novantesimo in poi. Kalulu ha segnato il 2-2 contro la Lazio al 96°, il Parma ha vinto a Bologna, il Napoli a Marassi, il Lecce contro l’Udinese mentre il Torino ha pareggiato al Franchi. Proprio la Fiorentina di Vanoli è l’esempio italiano più evidente del pallone che scotta nei minuti di recupero, ma il fenomeno riguarda tutti. Squadre che si suicidano nei finali, dove la paura prevale sulla tecnica e l’ansia sostituisce la concentrazione.

Perdere al novantesimo, o peggio nei minuti di recupero, è il momento di maggiore sofferenza per ogni tifoso di calcio e l’ultimo turno di Serie A non ha mancato di regalare emozioni quando le lancette stavano per scandire gli ultimi secondi di gioco. La Juve ha pareggiato nel sesto minuto di extratime, Napoli e Parma hanno vinto segnando nel quinto, il Lecce quando era pronta l’indicazione del recupero. Non c’è sfortuna in tutto questo. Il calcio è così, un mix tra capacità atletica, tenuta mentale e lucidità nei momenti fondamentali: sono i momenti che separano chi resta in piedi da chi collassa quando l’orologio segna il novantesimo minuto. Il caso lampante viene dal Franchi di Firenze nel 2-2 tra Fiorentina e Torino.

L’ucronica classifica viola prima del 90°

Inventiamoci una storia alternativa. Tre punti a Cagliari, un pari a Torino, sconfitta col Napoli di Conte e un pareggio casalingo col Como. La Fiorentina di Pioli parte col freno a mano tirato: una serie di risultati negativi porta al suo esonero. Il pareggio col Verona fissa i viola a 10 punti. La squadra rende meno delle attese, ma a gennaio le vittorie all’Olimpico con la Lazio e col Milan in casa li riportano in zona tranquillità. I 28 punti raggiunti ieri col Torino sigillano una stagione deludente ma abbastanza serena. Fermi tutti. Questi sono risultati non sono mai esistiti. La Fiorentina è a 18 punti, terzultima, a tre punti dalla salvezza, sempre più impantanata nella zona retrocessione. In questa ucronia, le prestazioni tendenti alla sciagura vengono “corrette” fermando l’orologio al 90°: zero minuti di recupero, e quei 10 punti persi, oltre la metà del bottino gigliato, restano in cassa. Un fattore mentale letale: la squadra gioca poco e male nei minuti finali, quando la paura prevale sulla lucidità. C’è l’altra distopia, in totali sono addirittura i 22 punti dilapidati da situazioni di vantaggio ma siamo onesti: immaginare questa Fiorentina a 40 punti, alle porte dell’Europa, è oltre la fantascienza. Le occasioni perse nei recuperi non sono solo statistiche: sono il simbolo di una stagione che implode sul più bello. Invero contro Bologna e Cremonese la Fiorentina ha guadagnato 3 punti, quasi un’eccezione che conferma una regola spietata.

Quando il pallone scotta

Il Genoa, anch’esso invischiato nelle zone basse, è l’altro caso stagionale: ha approfittato più dei viola per fare punti nel recupero, ma conta anche nove punti persi dopo il 90°, tra Bologna, Torino, Atalanta, nonché Lazio e Napoli nelle ultime due giornate. Senza dimenticare il pareggio subito a San Siro, con seguente rigore alle stelle. Eppure c’è chi trasforma le occasioni: l’ultima giornata ne è lo splendido sunto. Il Parma ha vinto il derby quando gli xGoals dicevano che doveva perderlo, il Lecce ha staccato proprio i viola allo scadere andando a +3 sulla zona calda, le due torinesi hanno trovato il 2-2 quando la sconfitta era scritta, il rigore di Hoilund ha riaperto le speranze di Antonio Conte anche con l’uomo in meno. Il bello del calcio. All’ultimo istante.

Continua su https://andtrap.substack.com/

,

Lascia un commento