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“Questa situazione ci fa capire l’importanza di avere strutture adeguate”

Presente e futuro nelle parole del Presidente Giuseppe Corrado intervenuto nei giorni scorsi all’interno dello “Speciale Diario Nerazzurro” di Canale 50 e ospite della consueta striscia informativa quotidiana di Tmw Radio: “Credo che l’esigenza della salute e dello sport debbano convivere, questa è una nostra massima e non vorremmo mai far correre ai nostri tesserati alcun rischio. Ci atterremo alle disposizioni che ci verranno comunicate, nel rispetto della salute della squadra e dei tifosi. Siamo tranquilli sulle opere di sanificazione che abbiamo già fatto in attesa dei protocolli sanitari definitivi che prevedono visita e poi tamponi ed esami sierologici da ripetere ogni 4 giorni con un monitoraggio quotidiano del calciatore che per i 45/60 giorni necessari per la conclusione della stagione dovrà rimanere in una struttura alberghiera insieme ai compagni ed allo staff. Il centro di San Piero a Grado come dimensioni potrebbe fornire la massima disponibilità ma esistono alcune criticità sugli spogliatoi e quindi credo ci alleneremo all’Arena quando ci sarà dato il via libera: magari inizialmente a piccoli gruppi omogenei divisi secondo alcune caratteristiche”.

In ogni caso il lockdown sta portando non pochi problemi a livello finanziario per il calcio italiano: “Abbiamo dovuto presentare in Federazione le ipotesi di mancati ricavi e pendenze: considerando che siamo ai vertici della categorie per gli introiti della biglietteria si parla almeno di 1.5/2 milioni di euro. Una cifra che raddoppierebbe se dovessero essere sospesi i campionati e dunque non fossero pagati i contributi televisivi che momentaneamente sono bloccati. Per questo stiamo studiando come intervenire sui costi per compensare l’emorragia di ricavi”.

Sullo sfondo rimane il futuro con i progetti già ben avviati della società e quelli in cantiere: “Questa epidemia fa capire che la sicurezza degli spettatori può essere predisposta meglio attraverso impianti più moderni con caratteristiche più vicine ad una sicurezza di contatto. Lo stadio fa parte del nostro progetto e se, come sembra, almeno la prima parte della prossima stagione sarà a porte chiuse questo ci deve far riflettere assieme alla Amministrazione Comunale: aumentando i ritmi ed iniziando i lavori potremmo guadagnare tempo sfruttando il periodo in cui si giocherà senza pubblico. Ma abbiamo in mente anche di realizzare un centro sportivo: ci sono 2/3 situazioni su cui lavoravamo ma abbiamo ovviamente dovuto mettere tutto in stand by. Un’ipotesi riguarda un’area ex novo dove far confluire la Prima squadra e le giovanili, in alternativa un Centro già esistente da ristrutturare. Ognuna società ha fatto le sue programmazione, ma non si parla di uno sport bensì di un’attività sportiva industriale. Chi fa calcio deve partire da un presupposto: avere uno stadio e un centro sportivo adeguati. Su questo siamo abbastanza in ritardo e l’ho sottolineato anche nella assemblea di Lega. Se non sistemiamo le strutture e le società la situazione rischia di degenerare drasticamente”.

L’articolo “Questa situazione ci fa capire l’importanza di avere strutture adeguate” proviene da Ac Pisa 1909.

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