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L’ITALIA FA IL BIS, LA PRIMA VOLTA IN BULGARIA VALE LA TESTA DEL GIRONE

Due gol (compreso un rigore quanto meno generoso), un palo, un brivido su presunto fallo di mano di Sensi. Questo e poco altro è bastato all’Italia per centrare il secondo successo consecutivo per 2 a 0 nell’avvio del girone di qualificazione ai prossimi Mondiali. Una Nazionale con il freno a mano tirato, tranne che nella parte finale di gara, quella vista contro la Bulgaria. Una Nazionale che però centra il primo successo della storia a Sofia e mette insieme il ventiquattresimo risultato utile consecutivo (a sei gare dal record di trenta che appartiene addirittura a Vittorio Pozzo). Nel primo tempo il rigore procurato da Belotti (presunto fallo tutto da verificare) e realizzato dallo stesso attaccante granata.

Nella ripresa finalmente il lampo giusto, con la stoccata di precisione di Locatelli su manovra di qualità firmata Verratti-Insigne. Nel mezzo un primo tempo troppo frenetico degli azzurri, con un centrocampo nel quale Sensi ha mostrato chiaramente comprensibili limiti quanto a ritmo di gara e lo stesso Barella non ha acceso la sua gara come spesso sa fare. Se ci mettiamo una corsia di destra letteralmente frenata nel duo Florenzi-Chiesa e una mancina solo di poco più vivace grazie soprattutto alle iniziative di Spinazzola, ecco servito il quadro di una Nazionale non all’altezza del suo recente cammino ma che tiene bene il passo del girone mondiale. Con i ritmi più bassi da parte dei bulgari e con le migliori geometrie di Locatelli, la parte finale della gara ha beneficiato anche delle profondità di Immobile (subentrato a Belotti), che ha avuto almeno tre palle in pochi minuti per fare tris e superare in differenza reti la Svizzera nel confronto a distanza con la Bulgaria. Ci portiamo a casa volentieri lo zero nella casella dei gol subìti (e non è poco) e una personalità che comunque sembra crescere anche nelle difficoltà di una gara come quella contro i bulgari. La difesa non ha fatto una piega con il rientro di un Acerbi sempre sicuro, il centrocampo nel bene e nel male si conferma dopo anni un reparto di qualità che garantisce il futuro. “Non esistono partite facili, il momento è difficile per tutti”, questo il commento finale del CT Mancini. Come dargli torto? La situazione generale di forma è quella che è in una stagione così particolare, le competizioni internazionali ormai viaggiano su equilibri molto sottili. Venirne fuori con due successi secchi su due ci può senz’altro incoraggiare, anche in vista della terza sfida ravvicinata in Lituania. Serve agli azzurri per un’autostima in continua crescita, serve a Roberto Mancini per continuare a plasmare un gruppo che promette bene anche in chiave Europeo di giugno. L’eventuale tris in Lituania regalerebbe all’Italia l’abbrivio migliore per il più che probabile duello con la Svizzera per la conquista di un posto al sole in vista del Mondiale in Qatar.

Antonio Lionetti

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